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Viaggio al centro del cioccolato

Che cosa rende il cioccolato così buono? La qualità degli ingredienti è fondamentale, ma gran parte del merito va a quello che del cioccolato… non si vede!

Se potessimo osservarne un pezzetto con uno strumento potentissimo, capace di scovare anche l’invisibile, vedremmo tantissimi cristalli di zucchero e burro di cacao (la parte “grassa” del cioccolato), organizzati in reti fittissime e complicate.
Un’indagine impossibile, dite? Niente affatto: i chimici ci sono riusciti e hanno scoperto che è proprio nel modo in cui si dispongono questi cristalli che si nasconde il segreto della bontà del cioccolato.

Grazie a questi studi, oggi sappiamo che il cioccolato ha ben 6 forme, ciascuna responsabile di un particolare sapore. Ma attenzione, non stiamo parlando della forma della tavoletta, ma della forma più “profonda” del cioccolato, quella che – usando un parolone – chiamiamo struttura molecolare.

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La forma numero 5 è quella preferita dai pasticceri, per via del suo sapore delizioso, dell’aspetto lucido e invitante e della sua consistenza; in questa forma, infatti, il cioccolato si scioglie letteralmente in bocca (e non in mano!). I maestri cioccolatieri riescono a ottenerla grazie a un particolare procedimento, chiamato “tempera” (o “temperaggio“), che non si fa con il temperino delle matite, ma facendo passare il cioccolato attraverso temperature differenti, fino a renderlo brillante e omogeneo.

Attenti invece alla forma numero 6: è quella tipica del cioccolato “dimenticato” in dispensa e si riconosce facilmente dalla patina biancastra che si forma sulla tavoletta. In questo caso, non solo l’aspetto, ma anche il sapore peggiora molto: meglio non mangiarlo!


Illustrazioni: Daniela Alvisi

 

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